Semisvenuta sulla comoda poltrona del freccia rossa che mi
riporterà a Bologna aspetto la partenza dopo un fine settimana di bagordi
alcoolici, chiacchiere intime e odio profondo e viscerale verso tutti i
possessori di un pene!
“Ciao, come va?” chiede Lucilla alla suo quarto tentativo di
raggiungermi telefonicamente.
“Bene mamma, un po’ sfatta, ma bene” rispondo osservando nel
riflesso del finestrino, i miei capelli diventati ricci come Candy Candy, a
causa della pioggia scrosciante di una Milano fredda e movimentata.
“Dove sei finita? Si può sapere cosa combini? E’ giorni che
provo a chiamarti!” urla isterica la mia dolce mammina.
“Mamma scusa ma ero con la mia rock band in Russia,
travestita da gatta, a fare un concerto, sai com’è per motivi di sicurezza non
potevo rispondere”
“Oh Dio Paola…devo sacrificare una vergine sull’altare della
verità per sapere cosa diavolo combina mia figlia?” grida istericamente Lucilla
al telefono, svegliando dal torpore la vecchietta seduta accanto a me.
“Mammina intuisco dal tuo delicato tono di voce che sei
prossima ad un crollo nervoso, hai litigato con Giada?”
“Certo!! Sono prigioniera in casa mia. Vuoi sapere com’è il
suo nuovo fidanzato? Avrà al massimo venticinque anni, ha i capelli tutti
arruffati, veste come uno, scappato di corsa da una casa in fiamme e quel che è
peggio l’abbiamo praticamente adottato!
Vive da noi anche
quando Giada è al lavoro, ha l’appetito di un orso bruno e fuma strane
sigarette confezionate da lui che puzzano di un aroma dolciastro, ne riesco a
sentire la fraganza sui cuscini del salone anche quelle rare volte che va fuori casa. Sono
costretta a stare tutti il giorno fuori o a barricarmi in camera mia, ho paura
di quel tipo, ha sempre gli occhi congestionati e lo sguardo da ebete.”
“Mamma, il ragazzino si fa le canne, fuma marjuana, stai
serena!”
“Si droga???” “ Ma sei pazza, ma io lo denuncio, lo voglio
fuori da casa mia, subito!”
“Mamma rilassati, le mie sorelle e io abbiamo fatto un uso
generoso e gaudente di marjuana in gioventù e siamo sopravvissute!”
“Ma io perché chiamo te per tranquillizzarmi? Sospira
avvilita la mia ansiosa genitrice.
“Mi chiedevo giusto appunto la stessa cosa mamma! Ora scusa,
ma il treno che torna dalla Russia sta per partire, io devo cambiare
travestimento, sono in incognito, ti chiamo prossimamente da Bologna, se non mi
arrestano prima, baci mamma e se per caso non ci dovessimo più vedere, ti ho
amato tanto, nonostante le tue lacune emotive” dico ridendo nella speranza di
chiudere la noiosa conversazione.
“Sei proprio una ….”
“Lo so, lo so, non prende, non ti sento più, non prende, bye
bye “.
Ci fosse una volta che mi chiede come sto!!
Devo chiamare Giada, voglio i dettagli piccanti della sua nuova relazione con il tossicofilo toy boy!
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