lunedì 12 novembre 2012

tossicofilo toy boy!



Semisvenuta sulla comoda poltrona del freccia rossa che mi riporterà a Bologna aspetto la partenza dopo un fine settimana di bagordi alcoolici, chiacchiere intime e odio profondo e viscerale verso tutti i possessori di un pene!
“Ciao, come va?” chiede Lucilla alla suo quarto tentativo di raggiungermi telefonicamente.
“Bene mamma, un po’ sfatta, ma bene” rispondo osservando nel riflesso del finestrino, i miei capelli diventati ricci come Candy Candy, a causa della pioggia scrosciante di una Milano fredda e movimentata.
“Dove sei finita? Si può sapere cosa combini? E’ giorni che provo a chiamarti!” urla isterica la mia dolce mammina.
“Mamma scusa ma ero con la mia rock band in Russia, travestita da gatta, a fare un concerto, sai com’è per motivi di sicurezza non potevo rispondere”
“Oh Dio Paola…devo sacrificare una vergine sull’altare della verità per sapere cosa diavolo combina mia figlia?” grida istericamente Lucilla al telefono, svegliando dal torpore la vecchietta seduta accanto a me.
“Mammina intuisco dal tuo delicato tono di voce che sei prossima ad un crollo nervoso, hai litigato con Giada?”
“Certo!! Sono prigioniera in casa mia. Vuoi sapere com’è il suo nuovo fidanzato? Avrà al massimo venticinque anni, ha i capelli tutti arruffati, veste come uno, scappato di corsa da una casa in fiamme e quel che è peggio l’abbiamo praticamente adottato!
 Vive da noi anche quando Giada è al lavoro, ha l’appetito di un orso bruno e fuma strane sigarette confezionate da lui che puzzano di un aroma dolciastro, ne riesco a sentire la fraganza sui cuscini del salone anche quelle rare volte che va fuori casa. Sono costretta a stare tutti il giorno fuori o a barricarmi in camera mia, ho paura di quel tipo, ha sempre gli occhi congestionati e lo sguardo  da ebete.”
“Mamma, il ragazzino si fa le canne, fuma marjuana, stai serena!”
“Si droga???” “ Ma sei pazza, ma io lo denuncio, lo voglio fuori da casa mia, subito!”
“Mamma rilassati, le mie sorelle e io abbiamo fatto un uso generoso e gaudente di marjuana in gioventù e siamo sopravvissute!”
“Ma io perché chiamo te per tranquillizzarmi? Sospira avvilita la mia ansiosa genitrice.
“Mi chiedevo giusto appunto la stessa cosa mamma! Ora scusa, ma il treno che torna dalla Russia sta per partire, io devo cambiare travestimento, sono in incognito, ti chiamo prossimamente da Bologna, se non mi arrestano prima, baci mamma e se per caso non ci dovessimo più vedere, ti ho amato tanto, nonostante le tue lacune emotive” dico ridendo nella speranza di chiudere la noiosa conversazione.
“Sei proprio una ….”
“Lo so, lo so, non prende, non ti sento più, non prende, bye bye “.
Ci fosse una volta che mi chiede come sto!!
Devo chiamare Giada, voglio i dettagli piccanti della sua nuova relazione con il tossicofilo toy boy!

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