Ci siamo lasciati col caldo...lo so ...non ho avuto molto tempo...
Oggi volevo parlare di una cosa e tanto per parlare, voglio parlare di uomini.
Degli uomini che desiderano gestire le donne.
Spesso mi è capitato di sentirmi dire "sei ingestibile!" Il fatto di non riuscire a prevaricare, farmi ragionare a modo suo, mentire e sentirsi curiosamente autorizzati a farlo, vi fa sentire più maschi?
Cosa è una lotta di potere? Avete bisogno di dimostrare quanto siete uomini?
Scusate ma che diavolo vuol dire, sei ingestibile?
Ma domanda ancor più importante, perché senti questo bisogno impellente di "gestirmi"?
Che sono un'azienda, un consiglio d'amministrazione, un auto, chi sei un preside, sei mio padre, sono una tua proprietà? Chissà perché mi si vuole gestire.
Perché una donna si ama, si ama e basta, non si gestisce, e se non si è capace di amare e non vi rimare che gestire, il problema è vostro. Io ho imparato a volermi tanto bene.
Ci sono uomini che desiderano compagne totalmente devote, decerebrate e mortalmente noiose.
Quelle sì, che sono facili da gestire, trovatevi quelle, no?
Ora che viene Hallowen, cercatevi una bella sposa cadavere!
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venerdì 30 ottobre 2015
venerdì 3 luglio 2015
Giornata in piscina (parte quinta)
Giornata in piscina
(parte quinta)
E allora dicevamo…c’era Angelo arrabbiato e la Torinese al
telefono.
“Ciao Laura, come stai? Sì sono con Riki in piscina.”
Ma dove sarà finito Riki? Penso io tra me e me, mettendomi
le cuffie un po’ innervosita, perché va bene
che Riki si è dato alla macchia più di un’ora e mezzo fa, che ti senti sola e
che hai smesso di fumare da due settimane che quell’altro sta come una pazza,
bofonchia e mangia un panino dalla carta argentata che
si è confezionato a casa che puzza di cavallo morto, ma è la mia giornata e non
voglio che voi me la roviniate con le vostre ciance, io in fondo non vi
conosco, siete molesti e secondo me vi avvicinate anche. Non vi avvicinate.
“Non ci credo! Che bello io sarò a Torino giovedì, venerdì e
sabato!”
Allego
mappa del territorio
Angelo fa il riposino post prandiale, la torinese blatera,
blatera, blatera e lo sconosciuto si sdraia. Ho rilevato la sua presenza
pensando ma con chilometri, praterie di spazi sconfinati, proprio qui ti dovevi
mettere, così vicini, vicini? Astiosa direi, ma ho caldo, ho fame e il
terrorismo psicologico che mi fa la torinese ogni volta che mi accendo una
sigaretta comincia a darmi sui nervi. La mia pressione da sdraiata rasenta quella
di un semi coma. E se mi prendessi una birra? Ma sì una birra ci sta tutta.
Voglio essere rilassatissima oggi.
“Sì sì, ci siamo concessi una giornata in piscina, vorrei
tornare a casa verso le sei, sì sì Riki è in acqua.”
Bhè sto Riki non deve essere ‘sto fenomeno di compagnia…penso mettendomi
seduta.
Oh Dio cosa, diavolo…
Scivola dalla mia faccia una t-schirt bianca, bagnaticcia e maleodorante. Mi casca
tra le mani, la getto sul prato come un pezzo un pezzo di cadavere, con lo
stesso ribrezzo. Il tizio, quello che si è messo vicino vicino, mi ha lanciato
a velocità una maglietta sudata in faccia.
Io con un’espressione
“Ho ucciso per molto meno”, sibilo uno “Scusa???” Ha le mani giunte e gli
scappa da ridere. Istintivamente localizzo la sua giugulare.
La torinese sta raccontando alla sua amica Laura quello che
è appena successo, ridendo. E’ troppo vicina per non sentirla.
Alto, slanciato, con uno slippino che, come dire, sfacciatamente
esplicativo delle sue doti naturali, si inginocchia davanti a me.
“Scusami, scusami ti prego, ti sei alzata proprio in quel
momento, volevo tirarla in faccia a lui, lo volevo svegliare, ho sbagliato ti
ho preso per sbaglio, ti chiedo perdono.” Col mento indica Angelo che
russacchia leggermente. Scappa da ridere anche a me.
“Cosa posso fare per farmi perdonare? Ti prego, ti prego, ti
prego. Si agita. Ti va qualcosa da bere, una birra?”
Tu ti offriresti di scansare praterie di corpi stesi, guadare
la piscina, per raggiungere il tendone sopra il bar che si dice misuri
temperature tropicali, fare a occhio, dieci minuti di fila per ripagarmi dello
schifo che provo ad avere avuto la tua canotta sudata in faccia?”
Un angelo è!
E lo penso proprio così, alla siciliana, col verbo alla
fine.
“Se proprio insisti?!
Si, grazie, una birra va benissimo.” Io molto britisch, lui va al bar.
Guardo la torinese con trionfo e mi accendo una bella
sigaretta.
“Me ne offri una?”. Angelo ha finito il riposino. Da un
termos azzurro e bianco, anni sessanta, che io devo assolutamente comprare, si
versa un caffè. Vuoi un sorso anche tu?
“Certo, ma solo un sorso, una scusa per fumarmi una
sigaretta.” sorrido amabile in direzione della torinese.
Speravo avesse nella sua borsetta porta tutto anche un
bicchiere di plastica e invece no, mi porge la tazza bianca anni sessanta ,che
chiude il termos, da cui lui stava bevendo e me la porge.
Sconforto, panico, sconforto.
Bere dalla stessa
tazza di uno sconosciuto? Ignorare le regole che per anni mi sono sentita
ripetere da mia nonna e da mia madre, le stesse che ora insegno ai miei figli? E
le malattie…non parliamo di tutte quelle patologie del cavo orale o peggio
sistemiche, da me studiate che potrei contrarre in un’occasione come questa?
Avventurosissima e gesuita nel midollo, sorrido e bevo.
Forte, tiepido e zuccherato. Ottimo, nonostante l’orrore .
“Scusa ma lei, è
con te?” Ad alta voce. Quel lei aveva un tono così dispregiativo che
mi ha fatto voltare di scatto.
“Ecco la birra, e scusa ancora” . mi dice il tizio guardando
Angelo.
Stavo per raccontare l’episodio curioso ma comico della
maglietta quando Angelo,
se ne esce con un “ E’
un’amica tua, anche questa? Le porti da bere?”. Con un tono un filino isterico.
La torinese ride, ma io ti strozzo gallinella…
Mi sembra di essere in una scena del Vizietto … to be
continued …
lunedì 9 marzo 2015
Abissi
9 marzo 2015
Mi perdo e mi ritrovo, continuamente, come in una danza antica.
Ci ho fatto pace.
Sono destinata ad essere un'inquieta, in bilico. Una donna al bivio. Schiava dei venti.
Invidio la pace, ma a volte sprofondo per stanare un'origine, mi immergo per capire l’essenziale. Scivolare lenti in un oblio di melassa scura e appiccicosa.
I miei abissi dell’essere, li voglio conoscere tutti. Voglio scavarmi dentro, scorticare e poi richiudere e impacchettare.
Il buio che diventa luce per oscurarsi ancora.
Probabilmente diventerò una vecchia saggia sputasentenze, un’originale vecchietta visionaria, l’imbarazzo di parenti compiaciuti, oppure una vecchia strega artritica, scorbutica e taciturna. Ancora una volta il futuro mi riserverà delle sorprese.
L’incertezza mi pungola, il prestabilito mi annoia, il piattume intellettuale mi disgusta solo come la sciatteria in amore, il concetto di morale è il canto di una sirena affascinante e pericolosa.
Bipolare dite?
Come un’onda del mare il mio umore segue ritmi lunari e misteriosi, la natura mi rigenera, il calore è velluto bollente.
Tutto questo per dire che sono estasiata dall’inverno che finisce… la primavera sta arrivando!
lunedì 14 ottobre 2013
l'avvocato...
C’è l’onnipresente e misteriosa amica che si vuole suicidare
che parla sempre di cani, l’ex ,tappa, con cui non gli piaceva far sesso, la
bonona della palestra che saltuariamente torna fuori, l’amica lesbica, l’ex
siciliana racchia che si voleva sposare, con cui non si capisce perché si senta
ancora, e che ha spesso definito come “Stalker”, due omonime: la prima a sentir lui, orrenda e
obesa con cui si intrattiene a bere champagne fino alle tre di notte, la
seconda, ex, sposata e con tre figli con
cui intrattiene rapporti poco chiari, NON
DIMENTICHIAMO, la velina dell’ufficio che scopa con uno che ha i soldi, la
compagna del suo migliore amico che lo insidia, l’attuale amante del suo
migliore amico con cui non me lo toglie nessuno dalla testa qualcosa di marcio
c’è stato, l’ex con cui intrattiene rapporti lavorativi, l’onnipresente ex
amore della sua vita con cui ci ha frantumato i coglioni, la compagna di un suo
ex datore di lavoro, famoso puttanone industriale, con cui si intrattiene in
pranzi a dir poco equivoci, ragazzine con cui viene
avvistato, un’amica di sua cugina con cui ovviamente ha scopato che spunta a
fasi alterne, una da cui si faceva fare solo pompini, che si dica porti sfiga,
con cui va a cena almeno una volta al mese, un’altra sposata con cui ha passato
il suo compleanno, la barista obesa che lo insidia quando ubriaca, tutte le
cameriere del bar dove va ogni sera,un'altra coppia di omonime, una però a parte essere una delle innumerevoli ex, mi sta simpatica, una serie di costanti ammiratrici su facebook che a secondo della frequentazione
cliccano mi piace ad ogni cazzata che dice. Vogliamo parlare della tardona rifatta con le labbra a gommone?
Una serie di cagne d'asporto di dubbia origine e poi dulcis in fundo... dimenticavo l’ultima finta spagnola…perché ca’ nessiuno e fesso!
Una serie di cagne d'asporto di dubbia origine e poi dulcis in fundo... dimenticavo l’ultima finta spagnola…perché ca’ nessiuno e fesso!
Ecco! Queste sono solo quelle che mi ricordo…e quelle che so…e le costanti, quelle che non spuntano dal niente...all'improvviso...TUTTE AMICHE EH!...PER CARITA'...
Solo le protagoniste…ovviamente quelle pervenute, non voglio sapere quello che non mi ha detto…è
molto…molto peggio…ma mi basta questo!
Gli innumerevoli
episodi con le protagoniste di questo psico-dramma le lascio per un’altra
puntata…
Chissà cosa ha raccontato di me…alle sue amichette…se ha
usato un minimo di decenza…mi avrà descritto come un mostro dagli occhi verdi…
Però la matta ero io…la pazza...
Quella gelosa, isterica,…quella che non
aveva fiducia…che non lo capiva...
Io sfido chiunque…qualsiasi donna intelligente a non capire con
che pasta di uomo aveva a che fare…
Lui giurava di amarmi, che come amava me, nessuna…solo che
comunque, tesoro, eravamo troppe!
“Che se non ci riusciva con me, non ci riusciva con nessuna”…che
di per se, come frase è un insulto alla mia intelligenza… lo posso dire no?
Cosa sono? L’unica deficiente che ti ha creduto per così tanto tempo? Quella
che nonostante le tue immonde porcate, continuava a vedere qualcosa di speciale
in te?
Di speciale sai cosa hai?
La risposta la lascio ai posteri...perchè sono una signora...a parte che quando c'era da dimostrare il fantomatico amore...ti sei guardato bene dal dimostrarlo...
Sono “arravviata”? E te lo dico alla finta, spagnola…capisci
a’mme…
Bhè …n’anticchia, giusto un po’…
Perché se tu mi avessi detto “Sai sono una merda di uomo…uno
che non sa stare da solo neanche cinque minuti…un bugiardo patologico,un uomo da due soldi, che se la mia donna ha bisogno di me…l’affosso o la ignoro perché
io ho bisogno di ridere…e nel frattempo mi faccio il test dell’AIDS…
Mi amavi da morire...
Un’ animatrice di villaggi? Che dici? Forse è quella la
soluzione…è sono stata buona ed elegante!
Questo era il mio avvocato…
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