Ci siamo lasciati col caldo...lo so ...non ho avuto molto tempo...
Oggi volevo parlare di una cosa e tanto per parlare, voglio parlare di uomini.
Degli uomini che desiderano gestire le donne.
Spesso mi è capitato di sentirmi dire "sei ingestibile!" Il fatto di non riuscire a prevaricare, farmi ragionare a modo suo, mentire e sentirsi curiosamente autorizzati a farlo, vi fa sentire più maschi?
Cosa è una lotta di potere? Avete bisogno di dimostrare quanto siete uomini?
Scusate ma che diavolo vuol dire, sei ingestibile?
Ma domanda ancor più importante, perché senti questo bisogno impellente di "gestirmi"?
Che sono un'azienda, un consiglio d'amministrazione, un auto, chi sei un preside, sei mio padre, sono una tua proprietà? Chissà perché mi si vuole gestire.
Perché una donna si ama, si ama e basta, non si gestisce, e se non si è capace di amare e non vi rimare che gestire, il problema è vostro. Io ho imparato a volermi tanto bene.
Ci sono uomini che desiderano compagne totalmente devote, decerebrate e mortalmente noiose.
Quelle sì, che sono facili da gestire, trovatevi quelle, no?
Ora che viene Hallowen, cercatevi una bella sposa cadavere!
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venerdì 30 ottobre 2015
martedì 9 luglio 2013
Riflessioni...
Chissà perché è così fuori moda regalarsi?
Oggi mi gira così, oggi rifletto.
Tutti hanno paura, paura di scoprirsi, di soffrire, di
abbandonarsi. Non ci piacciamo, pensiamo di essere talmente imperfetti da non
poter piacere semplicemente così come si è, ci nascondiamo dietro atteggiamenti
costruiti nel tempo con una lentezza e una perizia estenuante, frutto di
delusioni di dolore.
Un puzzle maldestro che non si completa mai.
Maschere pirandelliane sotto le quali nasconderci, che danno
sicurezza come una soffice coperta calda in una notte fredda. Sentiamo freddo,
sempre di più e i giorni passano sapendo che in pochi, forse nessuno ci conosce
fino in fondo. In un circolo perverso si soffre perché non veniamo capiti quando
siamo i primi a non concederci la libertà di farci conoscere. Di regalare
pensieri, emozioni e tutto quello che ci portiamo dentro con estrema semplicità,
senza paura.
I bambini non hanno
paura, vorrei tornare bambina.
Gironzolare senza pensieri con le treccine e sbattermene del
mondo che mi gira intorno. Soffrire, piangere e essere felice senza
preconcetti. Vorrei riprendermi la libertà di essere imperfetta davanti ad un
esercito di maschere deformi. Ci si sbatte come biglie contro quello che devi,
contro le responsabilità, contro le pretese di quelli che ti circondano. In un’anarchica
ricerca di quello che non si ha, si da per scontato quello che c’è. Essere liberi di essere se stessi ha un prezzo che devi essere convinto di voler pagare.
Vedo gente triste che non fa niente per cambiare.Vedo gente paralizzata dentro un fiume che non si ferma.Persone col dito puntato giudici di un mondo virtuale.Questa pesantezza mi affatica.
Voglio tornare bambina e andare in altalena, voglio regalarmi al mondo senza ipocrisie, non ho nulla da perdere, perchè quello che ho lo porto con me.
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