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martedì 1 novembre 2016

#rimandiamoilreferendum

1 Novembre.
Dopo un’indigestione di castagne, caramelle, cioccolata, dopo Halloween, dopo il terremoto.
Leggendo il giornale, mi viene da chiedere come oggi si devono sentire gli sfollati.
Perché è vero che la vita continua, perché è giusto guardare le cose con una certa distanza, perché è sacrosanto continuare  a fare quello che si deve fare.
Ma tutte le persone senza una casa, oggi come si devono sentire?
Non vi capita mai di pensare e se fosse successo a me?
Si chiama compassione. Non nell’accezione negativa di pena, la pena è tutt’altro sentimento con una ben diversa origine. La  compassione è unione, lo trovo un sentimento d’unione.
Significa mettersi nei panni di qualcun altro.
Costretti ad andare, a lasciare a dormire nei treni, in posti che non gli appartengono.
Con una vita deviata su un binario che mai si sarebbero sognati di prendere.
Senza casa.
Sull’ingiustizia di una terra che trema violenta, purtroppo non c’è niente da dire.
Si tratta adesso di fare. Scioccati e impreparati, ma da fare c’è parecchio.
Sento vaneggiamenti culturali che parlano di ricostruire chiese.
 Sono pietre, si pensi prima alle persone.
Io farei un appello. Rimandiamo il Referendum sulla costituzione e diamo i tanti soldi a chi ne ha davvero bisogno.
Non è un’idea bislacca.
Questo referendum è un guazzabuglio di controsensi  ancora prima di essere stato fatto.
Una farsa, ormai.
C’è un’emergenza contro un guazzabuglio.  
Persone senza casa contro una decisione che si può comunque rimandare.

#rimandiamoilreferendum

lunedì 31 ottobre 2016

Halloween contro Giorno dei morti.

Dai su, che mi sono convertita...
Halloween non poi così male, è più pulp del Carnevale innanzitutto.
Mi piacciono i cimiteri, non li vedo come un posto ostile,ci vado volentieri a curare le tombe, a portare i fiori a le persone che non ci sono più, che riposano lì. Regalo fiori a tombe sconosciute, quelle disadorne. Non mi fanno paura. Mi inteneriscono.
Però Halloween mette allegria, si smorza l'atmosfera nostalgica.
L'euforia dell'attesa per i bimbi inizia a settembre. Per loro è un'appuntamento a cui non vedono l'ora di andare.
La loro attesa, mi diverte e mi coinvolge. Questa festa straniera, celtica, mi sta simpatica.
La guardavo con scetticismo, distante. Invece lentamente mi ha conquistato.
C'è il trucco, il parrucco, ci vuole una preparazione.
Le strade di Bologna invase di bimbi che ridono, mascherati, sporchi di dolcetti recuperati nei negozi, da negozianti che fingono terrore. Allegri di zucchero, incantesimi, duelli di scheletri e anatemi di vampiri in piazza. C'è fermento.
Quindi direi parità Halloween 1  Giorno dei morti 1.
Pareggio, pari e patta.
Tanto i ricordi, camminano dietro di noi.


domenica 30 ottobre 2016

I terremoti che si parlano, che si dicono?

Ore 7.41 del mattino.
Ti svegli e trema tutto, istintivamente, rapido lo sguardo va al lampadario.
Dondola, e dondola parecchio.
La situazione è sotto controllo, ma dove è stato, dov'è stato l'epicentro?
Mi ha svegliata, è durato parecchio.
Oh mio Dio! Tranquilla, mi dico. Magari sognavo.
Magari mi sbaglio, controllo la finestra, è chiusa. Nessun colpo di vento.
C'è stato davvero. C'è quell'attimo sospeso in cui può essere successo di tutto.
Il pensiero va a tutti gli amici, i parenti sparsi in Italia. Sgomento.
Chiamo mamma, mi risponde. Ok non è stato a Messina.
Dal 24 Agosto non si sta mai tranquilli.
Lo schermo del computer trema nei social. La paura è scritta, è palpabile.
E' stato lungo, non finiva mai. Chissà che diavolo è successo. Un caffè, prima di tutto.
Norcia, Perugia, prime notizie, magnitudo 7.1, fortissimo.
Cominciano, veloci ad arrivare le notizie. I servizi in tv.
6.5 di Magnitudo, continuano le scosse d'assestamento.
Messaggi, wapp, fb. twitter. Ok, nessuna vittima. Feriti leggeri. Ottimo.
Crolli, dappertutto nelle zone interessate. Il centro Italia teme e trema.
Gli esperti sono terrorizzati, non lo dicono, ma si vede. Di solito sminuiscono, adesso parlano di terremoti che si parlano, probabili scosse di magnitudo alta, superiore a cinque, ipotizzano visioni apocalittiche.
Ieri si è svegliato il vulcano sommerso del tirreno, il Marsili, 5.7 di Magnitudo.
Zone isolate.
Sgomento.
Roma spaventata.
Metro chiuse. Crolla un ascensore. Chiusa una parte della Salaria. Le campagne, i paesini, isolati.
Ok, tra un paio d'ore si saprà di più. Basiliche chiuse.
Ma quello che mi preoccupa veramente e che allertano la popolazione, parlano di altri terremoti.
Ora cari esperti, quando i terremoti si parlano, che cosa si dicono esattamente?
Perchè ho paura.


#ilmiocuoreèconvoi