martedì 27 novembre 2012

Sono dispari!



Mea culpa!
 Ho avuto molto da fare, così tanto, da crollare in dei micro sonnellini da dieci minuti che distribuisco random durante la giornata. Mi assopisco ovunque: ferma al semaforo, mentre chiacchiero con Lucilla al telefono, in fila alla cassa del supermercato, aspettando i bimbi fuori da scuola. Pericolosamente ovunque, tranne nei posti canonici, lì e solo lì, nel letto e sul divano, occhio pallato fino alle quattro del mattino.
Il rientro nel mondo del lavoro è lento, difficile, e ancora non remunerativo.
La casa da pulire e i figli da amare incondizionatamente, mi impegnano più del necessario, considerando l’assenza del mio ex coniuge.
La mancanza di pecunia avvilisce il mio sistema nervoso, mi fa stare in uno stato costante di allerta.
La mia vita sociale ormai inesistente è sepolta da sbadigli incontrollati.
Ieri sono andata alla prima festa di bambini da separata!!
Non avevo considerato ancora gli effetti della separazione sulla mia vita sociale che fino a ieri ruotava in un macro cosmo di famiglie "double face", modello “casa nella prateria” all’esterno e “guerra dei Roses “ all’interno.
Appena varcata la soglia dei giubilanti genitori di Federico, un compagno di scuola di Claudio, catapultata in un antro infernale di ricchi giochi e cotillon, ho avvertito un’attenzione nuova nei miei riguardi, un misto di imbarazzo e sospetto da parte delle felicemente accoppiate e una nuova considerazione da parte dei padri che ho sempre considerato frivoli.
L’emarginazione dai discorsi malevoli sulle moleste abitudini dei compagni di vita (normale routine fino a poco tempo fa) mi ha fatto sospettare che tutti in quella sala sapessero della mia nuova condizione di mamma separata. L’arrivo tempestivo delle mogli ad ogni mio non colpevole tentativo di intavolare una qualsivoglia discussione con “portatori liberi di pene”, mi ha fatto intuire che la lettera scarlatta brillasse di luce fosforescente sul mio casto dolcevita nero a collo alto.
Ho assistito personalmente a chiacchiere nascoste da una mano, sussurrate ad orecchie curiose, con sguardi carichi di compassione diretti nella mia direzione. Ero fuori dal gruppo, buttata fuori con disonore da un circolo privato dove vigono regole non scritte e a me sconosciute.
Ho raccolto pizzette, muffin e piccoli plum cake salati in un piattino e mi sono seduta ad osservare i festanti, ingozzandomi nervosamente di cibi ipercalorici, frustrata e tristemente sorpresa da questa nuova forma di razzismo.  
 I miei figli giocavano allegri con gli altri figli di felicemente accoppiati, inconsapevoli, della tristezza della loro mamma fintamente sorridente.
 Il vapore acqueo in deciso aumento nella sala e il mio malumore galoppante, mi hanno costretto ad una visita in balcone a fumare una consolatoria sigaretta.
Le ho sorprese là, le mie buone conoscenti, che come piccole galline starnazzanti, chiacchieravano amenamente sulla mia vita sentimentale, raccogliendo testimonianze, sentito dire, falsità.
Un vero e proprio brainstorming per accertare una situazione poco chiara, la mia. 
Che paura…
Se fai parte di una coppia da tanti anni, si smette di essere considerata come singolo individuo e si diventa magicamente un “loro” che annulla ogni sospetto. La coppia diventa uno scudo di tranquillità dove trincerarsi in un mondo difficile come quello dei genitori.
Il separato spaventa, pone delle scomode domande, ti fa riflettere su un pericolo incombente, da libero sfogo a fantasie pettegole.
Sono scappata, mi sono data alla macchia tra il soffio delle candeline e l’apertura dei regali, in un caos di pacchetti colorati e urla festose di bambini curiosi, ho raccolto le mie cose, promesso film e pizza sul divano ai miei figli, di natura poco inclini a lasciare le feste, e ho guadagnato l’uscita senza salutare.
Lo so, non si fa, non è educato, sono stata scortese. Ma ho una giustificazione.
Sono diventata dispari!!

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