giovedì 6 dicembre 2012

Margherita e il cuore di cristallo.



La super efficiente maestra di Alessandro, oltre ad una lista infinita d’attività prenatalizie (ma perché???) mi ha dato il compito di scrivere una favola da leggere a tutti i bambini della scuola, se solo sapesse in quale stato di disperazione mi mette parlare in pubblico mi avrebbe evitato questa tortura.
L’ho scritta, fa più o meno così.
“C'era una volta, tanto tempo fa, in un paese costruito con piccole case di legno, una bambina di nome Margherita.
La sua mamma l’aveva chiamata col nome di un fiore perché era nata in una soleggiata giornata di primavera.
Margherita non era una bambina come le altre, era una bambina speciale.
Aveva il cuore di cristallo, di fragile e trasparente cristallo. Era nata diversa dalle altre bambine con un cuore normale, se per qualche ragione il cuore si fosse rotto, lei sarebbe morta.
Non c’era nessuna cura per un cuore così, disse il dottore alla mamma di Margherita, doveva solo stare molto attenta a non cadere, a non frantumare un cuore così delicato.
 Per proteggere la sua bambina la mamma di Margherita le costruì con cura, un’armatura fatta di legno e pelle di camoscio da mettere sul petto, l’armatura era pesante e ruvida ma la bambina per tranquillizzare la mamma la portava sempre addosso, anche quando dormiva.
Margherita era triste, odiava la sua armatura, avrebbe voluto essere una bimba come le altre con un cuore fatto di carne, avrebbe voluto correre al lago insieme ai suoi compagni e nelle prime giornate calde, farsi il bagno e giocare in acqua come tutti gli altri bambini, ma aveva paura. Per niente al mondo si sarebbe tolta l'armatura.
La mamma la consolava nelle notti di lacrime, la teneva stretta, le accarezzava i capelli, le raccontava favole  di principesse, di draghi che sputavano fuoco e di coraggiosi principi che le mettevano in salvo.
Un giorno, nel bosco intorno al paese dalle piccole case di legno, Margherita giocava insieme al suo fedele cagnolino Timmy. Per la strada maestra, passava arrancando, un giovane vestito di stracci, magro come un lungo e sottile chiodo di ferro. Timmy gli corse accanto e trotterellò vicino a lui in cerca di coccole.
“Mi scusi signore, è un cucciolo e ha tanta voglia di giocare” disse Margherita al ragazzo.
“Non ti scusare piccola, il tuo cane è davvero carino, mi dispiace solo di non poterlo accarezzare” disse con una voce triste il ragazzo.
Subito la bimba si accorse che il ragazzo camminava curvo e aveva l’espressione più triste che lei avesse mai visto.
“Hai fame? Chiese gentilmente Margherita.
“Molta, vengo da lontano e non mangio da giorni” rispose timidamente il giovane vestito di stracci.
“Ho del pane e del formaggio con me, se vuoi possiamo fare merenda insieme” disse Margherita tirando fuori dalla borsa la merenda che la mamma aveva preparato per lei.
“Sei molto gentile, accetto volentieri” disse il giovane.
Si sedettero vicino alla riva del lago mangiando in silenzio. Perché cammini sempre curvo?
“Sono nato così, ho il cuore di pietra e il peso del cuore mi fa stare piegato, non sento niente, né dolore, né amore, né tenerezza, nessun sentimento.” rispose il ragazzo.
“Perché porti quella buffa armatura sul petto? Non hai caldo bambina?  chiese il ragazzo finendo l’ultimo pezzo di formaggio.
“Devo proteggere il mio cuore di cristallo, è troppo fragile, si potrebbe rompere”.
Si guardarono in silenzio, erano simili, tutti e due avevano un cuore che non funzionava bene.
“Dove sei diretto?” chiese ancora la bimba.
Al paese dei sogni, non è lontano da qua.”
“Il paese dei sogni?”  chiese interessata Margherita. “Non ne ho mai sentito parlare, di che si tratta?” chiese attenta.
“Me lo ha indicato il  Mago Coniglio incontrato nel bosco” raccontò il giovane.
“E’ un paese magico dove si trovano tutti i sogni delle persone, se riesci a trovare il tuo,  diventerà realtà.”
“Ma davvero esiste un posto così?” chiese stupefatta Margherita pensando a quante volte aveva sognato di avere un cuore normale .”Sei sicuro che il sogno diventerà realtà se lo trovo?” domandò sempre più interessata.
“Così mi ha confidato il Mago Coniglio, io vado per prendermi il sogno di un cuore leggero che ho tanto sognato.”
Margherita decise all’istante di seguire il giovane vestito di stracci nel suo viaggio, sarebbe arrivata al paese dei sogni e avrebbe trovato il suo, quello di avere un cuore normale. 
Non poteva chiedere alla sua mamma il permesso, doveva scappare. La madre non avrebbe mai acconsentito, troppo preoccupata per la sua salute e per il suo fragile cuore.
“Vengo con te” disse al giovane vestito di stracci, voglio il mio cuore fatto di carne."
La strada per il Paese dei Sogni, passava per la foresta Blu che tanto impauriva la gente del villaggio di piccole case di legno.
Si raccontavano storie di terrificanti streghe vestite di blu che prendevano i viandanti per nasconderli nelle loro caverne segrete. Si raccontava che nessuno era uscito vivo dalla foresta Blu.
“Sono tutte credenze popolari, storie inventate per non fare allontanare i bambini nel bosco” disse calmo il ragazzo vestito di stracci, camminando all’interno della foresta. 
“Stai tranquilla Margherita, arriveremo nel paese dei sogni all’alba del prossimo giorno.
La foresta era fitta e i rami appuntiti tagliavano la delicata pelle di camoscio della sua armatura. Gli alberi avevano le foglie di una strana sfumatura di blu che faceva rabbrividire di paura Margherita. Il sole stava tramontando, e i due viaggiatori stanchi e affamati cercavano un rifugio per accamparsi per la notte.
In lontananza, nel buio illuminato da una piccola torcia, che il ragazzo vestito di stracci aveva con se, scorsero una casetta, con le finestre accese e un denso fumo che usciva dal comignolo.
“Andiamo a bussare Margherita, se troviamo una persona gentile, ci darà un posto caldo per dormire, e se siamo fortunati anche qualcosa da mangiare.”  disse il ragazzo anche lui stremato dal viaggio.
Timidamente la bambina bussò all’uscio della casa illuminata.
Aprì una vecchina dai capelli bianchi e dal grembiule blu.
Che volete?  chiese burbera.
“Riparo per la notte, siamo stanchi e affamati” disse Margherita con un fil di voce ricordando le storie terrificanti delle streghe vestite di blu.
Entrate” disse la vecchina.
Seduti vicino al fuoco mangiarono dell’ottimo stufato di carne che la vecchia burbera gli aveva gentilmente offerto senza dire una parola. Si addormentarono lì, davanti al camino, per terra, stremati dal viaggio.
Ad un tratto una puzza di bruciato svegliò Margherita dal suo sonno.
Oh no! L’armatura aveva preso fuoco, si era addormentata troppo vicino, stava bruciando. Svegliò il giovane vestito di stracci in cerca d’aiuto, terrorizzata.
Il giovane maldestramente  riuscì a slegare l’armatura, buttandola velocemente nel camino, bruciandosi tutte e due le mani.
“Che paura ho avuto! Adesso come faccio senza l’armatura?" disse piangendo Margherita.
"Devi solo stare attenta, piccola mia, vedrai che andrà tutto bene."
Margherita, per la prima volta da quando era nata, si sentì libera senza la sua armatura.
“Hai ragione” disse, asciugandosi le lacrime, ce la farò, devo farcela.
Il giovane abbracciò forte la bambina e si addormentarono sfiniti.
L’indomani al loro risveglio, ebbero una incredibile sorpresa, la casa era scomparsa, la vecchina era difronte a loro vestita con uno scintillante abito blu.
“Non abbiate paura ragazzi, sono la fata Blu che protegge l’entrata del Paese dei Sogni, prego questa è l’entrata, disse indicando una porta ricoperta di fitta edera verde. Buona fortuna e spero che troviate quello che tanto vi sta a cuore." disse prima di sparire in una nuvola di fumo blu.
Superarono la porta ricoperta di edera verde e rimasero esterrefatti  nel vedere maestoso, il Mago Coniglio, seduto su un trono di diamanti, rubini e smeraldi.
“Benvenuti” disse il Mago Coniglio. “Avete fatto tanta strada per venire a recuperare i vostri sogni!"
“Salve Mago Coniglio, dove possiamo trovare i nostri cuori di carne? chiese impaziente il giovane vestito di stracci.
Il Mago Coniglio stette un momento in silenzio guardando i due giovani.
“Cari ragazzi inizio col dirvi che non esiste nessun Paese dei Sogni!”
“Cosa? Gridarono insieme i due giovani sfortunati. 
“Mi hai ingannato” urlò il ragazzo tutto rosso in faccia per la rabbia di essere stato preso in giro, mentre Margherita piangeva di un pianto inconsolabile.
“Ragazzi, la magia l’avete fatta voi e non ve ne siete resi conto.
 Margherita ha superato la sua paura di vivere senza l’armatura e tu giovane arrabbiato hai sciolto il tuo cuore lasciando entrare tenerezza e affetto quando hai salvato la bimba dal fuoco e ira per essere stato ingannato. Tornerete a casa con i vostri cuori fatti di carne, ve ne farò personalmente dono.
 Avete superato le vostre paure e i vostri limiti come solo i coraggiosi riescono a fare, per questo sarete premiati."
Il giovane improvvisamente si sentì leggero, il peso di un cuore di pietra era magicamente sparito, tanto da farlo stare dritto.
 Margherita, per la prima volta, sentì il suo giovane cuore battere veloce nel petto per l’emozione. 
I ragazzi erano guariti e felici di una gioia mai provata, si abbracciarono.
“Andate ora, disse il Mago Coniglio e ricordate che voi e solo voi, col vostro coraggio, siete riusciti a guarire i vostri cuori, io vi ho dato solo un semplice aiuto.”
E come si dice alla fine di una fiaba… 
...Larga la foglia stretta la via, dite la vostra che io ho detto la mia…
















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